Non desidero più il mio partner, che succede?

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Condividiamo una nuova lettera da un’amica che racconta di cambiamenti, tra desiderio e relazione.

Cara Formica Viola,

grazie per questo nuovo servizio di posta. Per motivi diversi, negli ultimi 5 mesi, non ho più fatto l’amore col mio partner, con cui convivo; non mi andava proprio, a parte il fatto che spesso stavo male, ma non sentivo desiderio, zero. Ora abbiamo ripreso a farlo e mi vengono spesso delle vaginiti senza nessun apparente problema medico. Secondo te c’è qualcosa che non va?

Carissima,

leggendo la tua lettera sono tante le domande che mi sorgono per poter comprendere meglio la situazione che stai attraversando, anche come coppia. Provo comunque a risponderti formulando varie ipotesi.

Innanzitutto quando una coppia decide di andare a convivere è molto frequente che si verifichi un cambiamento delle abitudini quotidiane, in relazione alla nuova organizzazione che si trova ad affrontare. La convivenza pone la coppia in una sorta di “banco di prova” permettendo a ciascun componente di confrontarsi e soprattutto conoscersi su situazioni che prima non aveva modo di sperimentare. A tal proposito, ad esempio, sarebbe utile capire quale tipo di relazione stai vivendo: siete una coppia giovane che ha da poco deciso di andare a convivere o una coppia non più giovanissima con alle spalle molti anni di fidanzamento e che ha maturato di comune accordo di sperimentare la convivenza? Siete una coppia sposata? Tutte queste domande sono utili per comprendere la qualità del vostro rapporto e le dinamiche che si sono instaurate nelle vostra coppia. Posso pensare che siete una giovane coppia in cerca di indipendenza e bisogno di spazi propri da condividere oppure una coppia sposata ma che per diversi motivi sta attraversando un periodo di stasi.

Dalle tue parole mi verrebbe spontaneo chiedere maggiori informazioni relative al fatto che spesso stavi male e soprattutto su queste “vaginiti” di cui parli. Cosa intendi per “vaginite”? Hai fatto delle visite mediche? È importante infatti escludere cause organiche. Parlare di vaginite però sottende una possibile confusione quando non ancora abbiamo consultato un medico specializzato in ginecologia poiché spesso si tende a far riferimento a delle infezioni vaginali ma erroneamente anche a vaginismo o dispareunia.

Una volta accertato davvero che non vi siano problematiche di origine medica, sarebbe opportuno focalizzarsi sulla componente psicologica. La relazione di coppia, e quindi anche l’attività sessuale, può subire dei cambiamenti. Spesso accade che un episodio apparentemente innocuo o difficile da gestire nella vita di uno dei due membri della coppia possa avere in realtà delle ripercussioni sull’intimità. Una nuova situazione lavorativa, una notizia spiacevole, un lutto o una preoccupazione legata ad un sospetto che ci portiamo dentro possono abbassare o trasformare il desiderio sessuale.

Nell’adulto, il desiderio è per definizione un fenomeno dinamico e mutevole. Può variare lungo un continuum che va dalla passione, al bisogno, all’interesse, all’indifferenza, alla riluttanza fino all’avversione franca (Levine, 2003). Dal punto di vista fisiologico, in entrambi i sessi declina gradualmente con l’età, con una caduta maggiore, nelle donne, in coincidenza della menopausa, per motivi sia endocrini (caduta degli estrogeni) che relazionali. Il desiderio nella donna è fisiologicamente discontinuo, anche in età fertile, in relazione alle variazioni ormonali in correlazione a diversi stati fisiologici e psicoemotivi del ciclo mestruale, della gravidanza, del puerperio e della menopausa (Basson et al., 2003).

Quando all’interno della coppia mancano la complicità e la libertà di condividere pensieri che riguardano sia fattori esterni che interni alla coppia stessa, è facile alimentare un circolo vizioso fatto di paure e segreti. Questo impedisce di mantenere un equilibrio necessario che dovrebbe essere guidato dal quel processo che David Schnarch individuò come differenziazione intesa come la capacità di distinguere, sviluppare e bilanciare due fondamentali forze vitali: il desiderio di comunione e di contatto con gli altri ed il desiderio di diventare noi stessi mantenendo una maggiore unicità e, pertanto, di essere soltanto noi gli artefici del nostro destino”.

Raggiungere questo obiettivo può essere complesso ma non impossibile. Una modalità utile, al fine di ritrovare quell’intesa sessuale e riaccendere l’intimità sopita, può essere quella di… giocare. Attraverso modalità nuove di vivere la sessualità, la coppia può sperimentare una rinnovata complicità sotto una diversa prospettiva. Una di queste è cercare di ritrovare uno spazio di condivisione all’interno della coppia, un momento da dedicare l’uno all’altro, all’interno del quale provare a riscoprire quelle piccole cose che col passare del tempo forse hanno perso priorità, a discapito di una comunicazione che lascia spazio al non detto, alimentando tensioni e frustrazioni. Vivere la sessualità come momento anche ludico e di manifestazione di fantasie condivise aiuta sicuramente a riavvicinarsi e tornare a guardarsi negli occhi come un tempo.

Come afferma il dottor Quattrini: “imparare a giocare insieme, riscoprendo i desideri e attivando fantasie erotiche, permette ai partner di non cadere in certe trappole (routine e stereotipi). La coppia deve concedersi di riscoprire e rivivere l’esperienza ormai dimenticata dell’innamoramento”.

Esistono giochi, ad esempio, che valorizzano i cinque sensi e permettono di far crescere l’interesse tra i partner. Grazie all’esperienza sensoriale si possono imparare a riconoscere molte zone erogene differenti, utili a supportare il piacere orgasmico. Da uno spogliarello condiviso ad una cena preparata ad hoc per il partner fino a sperimentare un’esperienza di contatto corporeo con l’utilizzo di accessori particolari: piume, bacchette, stoffe, liquidi caldi e ghiaccio.

L’importante è che vi sia rispetto e accettazione da entrambe le parti.

Successivamente comunicare e confrontarsi sull’esperienza vissuta vi aiuterà sicuramente.

Buon divertimento!

Dott. Davide Silvestri

Riferimenti bibliografici:

Leiblum S., Rosen R., (2000). Principi e Pratica di terapia sessuale. Ed. italiana a cura di Graziottin A., (2004), Roma: CIC Edizioni Internazionali, (cap. 2-3).

Quattrini F., (2013). Non smettere di giocare, Milano, TEA.

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