Lettera aperta all’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo, in merito alla risoluzione approvata dal Consiglio Regionale sulla cosiddetta “Teoria gender”

Lettera aperta al direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Abruzzo, dott. Ernesto Pellecchia in merito alla risoluzione del Consiglio Regionale dell’Abruzzo del 21 gennaio 2016 riguardante la cosiddetta “Teoria gender”
 
La risoluzione in oggetto, presentata dall’assessore Paolo Gatti ed approvata a maggioranza nella V Commissione Consiliare, impegna il governo regionale a stipulare accordi con l’Ufficio Scolastico Regionale al fine di impedire la divulgazione della cosiddetta “Teoria gender” nelle scuole abruzzesi.
Si fa rilevare innanzitutto l’inutilità e l’infondatezza di tale risoluzione, il cui testo è intriso di preconcetti e interpretazioni strumentali, poiché la cosiddetta “Teoria gender” non esiste e la sua elaborazione è frutto di una visione semplicistica e non scientifica basata su interpretazioni distorte di quelli che in realtà sono gli Studi di Genere. Questi non costituiscono una dottrina, ma un corpus di teorie scientifiche che segue un approccio pluri e interdisciplinare centrato sullo studio dei significati socio-culturali della sessualità e dell’identità di genere e tesi alla riduzione del pregiudizio e della discriminazione fondati sul genere e sull’orientamento sessuale.
Gli interventi di educazione alle differenze nelle scuole non mettono in discussione le differenze biologiche tra maschi e femmine, ma promuovono una riflessione complessa delle dimensioni psicologiche, sociali e culturali che permettono l’espressione plurale di modi di essere maschi e femmine, favorendo una cultura delle differenze e dell’accoglienza e del rispetto della persona.
Tali interventi non sono imposti: spetta alle scuole il compito di predisporli, nelle forme e nelle modalità che riterranno più opportune ed efficaci, sulla base della loro autonomia didattica e gestionale, come espresso nella circolare n. 1972, inviata dal Ministero alle scuole in data 15 settembre 2015.
Già a settembre 2015 il sottosegretario all’istruzione Davide Faraone affermava: “Non esiste alcuna ‘teoria gender’…  Quindi basta falsità, allarmismi e strumentalizzazioni. Se ne facciano una ragione quanti stanno diffondendo informazioni distorte da nord a sud, ai docenti e alle famiglie. Si chiama terrorismo psicologico, si chiama calunnia, adesso basta. La scuola non trasmette nessuna pratica demoniaca e nessuna imposizione di orientamenti sessuali. Non possiamo permettere che simili fandonie possano essere diffuse tra le famiglie generando panico ingiustificato… La scuola educa al rispetto attraverso la conoscenza del diritto e dei diritti della persona, in ottemperanza delle leggi e delle convenzioni internazionali.”
La stessa Ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, riferendosi a chi paventava il rischio dell’insegnamento della “teoria gender” nelle scuole italiane ha parlato di una “truffa culturale”.  Nella circolare n. 1972, si ribadisce la finalità di “raggiungere e maturare le competenze chiave di Cittadinanza… fra cui l’autodeterminazione consapevole e il rispetto della persona, così come stabilito pure dalla Strategia di Lisbona 2000. Nell’ambito delle competenze che gli alunni devono acquisire, fondamentale aspetto riveste l’educazione alla lotta ad ogni tipo di discriminazione, e la promozione ad ogni livello del rispetto della persona e delle differenze senza alcuna discriminazione.
La risoluzione della Regione Abruzzo, inoltre, ha carattere intimidatorio nei confronti del personale docente, limitandone palesemente la libertà d’insegnamento, sancita dall’articolo 33 della Costituzione Italiana, che recita “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. Nella circolare sopra citata si sostiene invece che il personale scolastico deve essere debitamente formato e aggiornato al fine di favorire “l’aumento delle competenze relative all’educazione all’affettività, al rispetto delle diversità e delle pari opportunità di genere e al superamento degli stereotipi di genere…”.
Le associazioni sottostanti prendono le distanze da tale risoluzione e chiedono che sia aperto un tavolo di confronto con l’Ufficio Scolastico Regionale al fine di garantire nella regione Abruzzo una corretta informazione sulle tematiche relative alle differenze ed alla prevenzione delle discriminazioni e del bullismo, in tutte le loro forme. Le associazioni ritengono che sia necessario avvalersi di espert* e professionist* nei settori della psicologia, sociologia, pedagogia e avvocatura per diffondere concetti scientificamente corretti grazie ai quali è possibile favorire processi di costruzione e rispecchiamento delle singole identità.
Firmatari
LA FORMICA VIOLA                                                                                           
ARCIGAY TERAMO
ARCIGAY L’AQUILA MASSIMO CONSOLI
ALTRAPSICOLOGIA
ANDDOS
DONN.è
ARCIGAY PESCARA
UAAR ABRUZZO
JONATHAN DIRITTI IN MOVIMENTO
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